“Nel mezzo dell’inverno vi era in me un’invincibile estate”

«Mia cara, nel bel mezzo dell’odio ho scoperto in me un invincibile amore. Nel bel mezzo delle lacrime ho scoperto in me un invincibile sorriso. Nel bel mezzo del caos ho scoperto in me un’ invincibile tranquillità. Ho compreso, infine, che nel mezzo dell’inverno vi era in me un’invincibile estate. E ciò mi rende felice».

Albert Camus

È stato un inverno angosciante e troppo lungo. Troppo bianco accecante, troppo silenzio assordante, troppo gelo nelle ossa, troppe risposte inaspettate a domande che non avresti mai voluto fare. È stato una sorta di brutto sogno, uno di quelli dai quali ti svegli confusa, mentre ancora confondi realtà e miraggio, col cuore che ti pulsa in gola e non si ferma più. Vorresti illuderti di averle soltanto immaginate, quelle cose. E invece quei momenti rimangono veri, concreti, affilati. Te li senti ancora addosso. Adesso ti godi il sole e il tepore dell’aria sulla pelle nuda e sei irrequieta. Non riesci a stare seduta alla scrivania a lungo, hai voglia di camminare e camminare e camminare ancora. Macini chilometri, ascoltando il tuo respiro. Sei dimagrita cinque chili in un mese mangiando quantità industriali di cioccolato fondente. Non meno dell’85%, perché il vero cioccolato e’ quello scurissimo, quasi amaro. E guai a chi ti dice il contrario. Quello al latte non lo sopporti più. Non sopporti più il dolciastro, l’ipocrita, il falso.

I vecchi jeans di quando studiavi a Bologna ti vanno ancora, ridi dello spazio che ti lasciano in vita e del movimento goffo che devi fare per tirarteli su. Ti trucchi poco, quasi nulla: solo cipria e mascara. Stai imparando a amare la tua faccia allo specchio. Ti guardi bambina e ti fai tenerezza. Quella bambina sì, lei te la sogni davvero di notte. Le fai lunghi discorsi che svaniscono al mattino. Compri rossetti rossi che non metti mai, ma ti piace il colore che hanno, ti piace l’odore che fanno quando li annusi. Componi lunghe poesie nella tua testa ma non scrivi più, ascolti musica in cuffia che diventa la colonna sonora di un tuo video immaginario. E tu sei la protagonista. Eroina di un tuo film personale.

Trovi segni inaspettati sul tuo cammino, fai sogni che sembrano messaggi criptati. Ti piace guardare fuori dal finestrino la strada che scorre mentre sei seduta dalla parte del passeggero, ti piace immaginare di fuggire velocissima, e nascondere lo sguardo in mezzo ai capelli mossi dal vento. Figurarti che quella nuvola sia davvero indirizzata a te, che non sia solo la tua testa da ragazzina a giocarti brutti scherzi. È stato un inverno troppo lungo: ora, proprio ora, hai bisogno di aprirti al sole. Hai bisogno di accogliere tutti i colori che trovi sulla tua strada. Non ti importa più di ciò che hai perso, vuoi solo vedere cosa troverai dietro la prossima porta.

I colori mi perseguitano ovunque.

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5 thoughts on ““Nel mezzo dell’inverno vi era in me un’invincibile estate”

  1. Ti abbraccio virtualmente. Seppur non ci siamo mai incontrate, so che saremmo grandi amiche! Non so cosa sia accaduto, ma sembra che il peggio sia passato. Arriva l’estate, parti in barca e butta in acqua i brutti pensieri!

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