febbraio

Bello riaprire WordPress e non ricordarsi nemmeno dove si deve cliccare per scrivere un nuovo post. Bello trovare 20 draft non pubblicati e dimenticati li’ nell’angolino. Long time no see, Cinzietta. Che fine avevo fatto? Mah, ho visto gente, ho fatto cose. La verità è una sola: ne avevo abbastanza. Del blog, dei social, delle foto, mi dava fastidio persino la mia pagina Facebook. Volevo chiudere tutto e sparire. Cosi’, da un momento all’altro. Bella storia. Quella che voleva scrivere un post alla settimana, quella che voleva andare in giro per mostre e spiagge e pizzerie all’italiana e tramonti e fermare qua tutti gli istanti della sua nuova vita oltreoceano. Quella che poi si è ritrovata senza nessuna voglia di fare, quella che alla sera guardava il suo laptop nuovo in cagnesco.

Lo dico e lo ripeto: sono un’orfana dell’era di Splinder. Un’orfana dal cuore spezzato. Penso di non essermi ancora ripresa dalla transizione “blog vecchio – blog nuovo”. Nel frattempo tante cose sono cambiate, forse alcune di esse per me erano fondamentali più’ di quanto pensassi. Stavo vivendo il mondo dei blog con una testa ancorata a pensieri di dieci anni fa. Non capivo i blog divenuti portali, la necessita’ di avere una lista di rubriche, il bisogno di avere un “piano editoriale”, la corsa all’accaparramento dei like, il timore di postare qualcosa che potrebbe “non piacere ai follower”, lo smarchettamento a tutti i costi. I titoli da assegnare, sempre e comunque. Il fotoblogger, la fashionblogger, il travelblogger, la foodblogger. Mah. Per me il blog rimane ancora un flusso di coscienza, un concetto che mi rendo conto è oramai totalmente antiquato. Rinunciare a tutto? Sparire avrebbe significato perdere troppe cose. Ridete pure, ma mi sarebbero mancati tanti di quelli che ho nei link, nei contatti di Instagram, nei follower di Twitter. In rete si trovano ancora persone eccezionali, io penso di aver trovato anche delle sorelle (lacrimuccia).

Quindi sono ancora qui. Scrivere cinque post all’anno, scriverne cento? Uno alla settimana? Uno al mese?

Avere venti lettori, averne duecento, mille? Nobody cares.

spongebob

Basta, sono prolissa. E non so perché ho messo questa immagine qui sopra, io che Sponge Bob lo odio. E ho perso pure il filo. Dicevo: è già febbraio. E sono rimasta indietro. Ho perso il conto dei folder che scoppiano di immagini e appunti presi strada facendo. E mi sono messa in testa di recuperare. Sto pensando a dei cambiamenti. La pagina Facebook potrebbe cambiare titolo. Queste non sono solo “Boston Chronicles”, sono le MIE chronicles. Ovunque io sia. Il luogo non è importante, l’importante è chi lo racconta. Chronicles sempre e comunque: Cinzietta Chronicles.

Forse Cinzietta non va più bene? Vezzeggiativo troppo infantile per una che ha oltrepassato da un bel po’ i trenta? Qualcuno storce il nasino se lascio a casa la Reflex per postare scatti su Instagram? Dovrei scegliere con cura cosa postare perché non è il caso di parlare di mostre fotografiche e dopo due giorni di pasta Alfredo? La risposta è sempre la stessa (vedi immagine qui sopra, cosi’ non perdiamo tempo). Ah, e preparatevi a vedere Snoopy sempre più spesso, perché lui è il mio alter ego. E perché cosi’ mi piace.