In Your Face, Mario Testino in mostra al MFA. E via discorrendo.

IG1Con la prontezza che mi contraddistingue mi appresto a raccontarvi di una mostra che ho visitato poco fa. Poco fa, sì certo, diciamo pure precisamente a febbraio. Per me il tempo è relativo, si sarà capito ormai. Il mio ideale di blogger life, se mi passate il termine, sarebbe quello di visitare ogni settimana luoghi diversi e raccontarne il giorno dopo su queste pagine. Ovviamente tutto ciò si ferma a puro ideale, sommersa come sono da draft di articoli, appunti volanti e foto da scaricare o scansionare. Ho una to-do list che farebbe paura pure a Thor, sotto forma di file di Excel dalle millemila colonne colorate. Ma bando alle ciance o, come direbbe un mio amico, cut the crap (modo di dire finissimo che qua va alla grandissima).

La suddetta mostra, dedicata a Mario Testino e intitolata In Your Face, èIG2 stata ospitata presso il Museum of Fine Arts di Boston da ottobre a febbraio e ha avuto un tale successo che si vocifera verrà riproposta questa estate. Il MFA è uno dei posti in cui ho trascorso più tempo durante la mia prima visita di ricognizione pre-trasloco a Boston, nel 2011. Si può dire che ci passavo i giorni interi. Oltre ad essere un posto interessante anche solo dal punto di vista architettonico, ospita sempre esposizioni degne di nota. E non una alla volta, ma spesso diverse in contemporanea. Questo fatto, aggiunto a una mia insana propensione al perdermi nei musei, fa sì che io mi aggiri tra tele, stampe e sculture varie per più tempo del dovuto. Ma poi, quale sarebbe il tempo giusto da  dedicare a queste cose?

IG4In Your Face ripercorre la carriera ormai trentennale di Mario Testino. Testino è uno dei fotografi di moda più famosi, non c’è da meravigliarsi se nella sua collezione di scatti si trovino volti di gente come Kate Moss, Gwyneth Paltrow o Madonna. E’ il fotografo adorato dai ricchi e  dai famosi, occhio privilegiato di riviste patinate come Vogue e Vanity Fair e ritrattista ufficiale della famiglia reale britannica, ma è anche un promotore di buone cause e di fondazioni a suo nome che sostengono i giovani artisti del suo paese, il Perù. Non fa parte del mio personale Olimpo di autori preferiti ma è difficile che io non riesca a trovare qualcosa che mi colpisca e che mi spinga ad approfondire il lavoro di un artista, dopo averne visitato un’esposizione.

Visitare questa mostra è stato come ritrovarsi immersi all’improvviso in unIG3 mondo dai colori saturati e dove tutto è illusione, apparenza, rappresentazione, e in modo totalmente consapevole. Foto ne ho scattate poche, tutta presa com’ero ad evitare gli omaccioni della sicurezza che appena intravedono un braccio alzato ti fanno quel pat pat sulla spalla così denso di significato. Mi limito a segnalare quelleo che mi sarei portata volentieri a casa.

Si potrebbe parlare a lungo della composizione di questa foto che vede Naomi Campbell circondata da un’orda di paparazzi. Sembra quasi un’immagine rubata ai magazine  di gossip, ma quanto studio e preparato equilibrio c’è dietro? Sono rimasta venti minuti ad osservare tutte le facce, tutte le espressioni, tutti i movimenti di ogni singolo soggetto, ed era ancora poco. Purtroppo non sono riuscita a trovare l’originale in formato maggiore in rete, se la trovate voi fate un fischio.

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Trovo bellissima anche questa, un momento d’intesa rubato tra Mick Jagger e Keith Richards, stretti in un abbraccio tra vecchi amici. Momento rubato o posato? Chi può dirlo?

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E a seguire queste altre, che vanno assolutamente osservate in formato più grande (cliccateci sopra).

Kate Moss, 2002 – Un primissimo piano del volto della modella, con il viso colorato da un make-up bizarro, quasi come se una bimba avesse provato a truccare la madre. Mi ha ricordato il famoso scatto di Irving Penn “Mouth for L’Oreal” del 1986. Anche in questo caso il volto diventa una tavolozza sulla quale applicare il colore puro liberamente.

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Sienna Miller, Vogue US, 2007 – Immortalata in mezzo a un suggestivo sfondo di statue romane di marmo bianco che riflettono il candore del suo abito di piume, Sienna sembra fermarsi e guardarsi intorno come se si fosse persa in un mondo a lei estraneo. Uno scatto dall’atmosfera ultraterrena nel quale due tipi di bellezza, quella classica e idealizzata delle sculture e quella più moderna di Sienna, vengono contrapposti ed entrambi valorizzati.

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Stella Tennant, Vogue US, 2006 – Stella in vestito ottocentesco, parruccone incipriato con tanto di piume e corsetto, novella Maria Antonietta del duemila per l‘editoriale “No-rules Britannia!”. Colori e composizione di questo scatto rimandano moltissimo ai ritratti settecenteschi di Thomas Gainsborough, ma vengono resi attuali dall’ambientazione moderna dello sfondo in tessuto patchwork. Si intravede una scarpetta preziosa sotto l’abito scostato con un gesto elegante della mano.

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Lara Stone, Vogue UK, 2007 – Una modella con un vestito più grande di lei, slacciato sulla schiena. Bellissimo, enorme, troppo ampio per starle comodo. La gonna amplissima occupa tutto quasi lo spazio orizzontale della foto e lei si volta verso di noi in modo innaturale. Il suo sguardo sembra dirci di andare via perché lei, in quel momento, non è ancora “in character”: è fuori parte, è in pausa, cerca di leggere qualcosa (un libro? una rivista?) appoggiandosi in un angolo di quello che sembra un camerino, durante un momento di relax rubato. Una tazza di caffè è ancora appoggiata sul pavimento, vuota.

larastone

P.S. da oggi in poi ogni post sarà accompagnato dalla sua colonna sonora. O meglio, dalla musica che ascoltavo mentre l’ho scritto. Siete drogati di Spotify? Beh, io sì, e da tempi non sospetti. Questo post è stato accompagnato dai primi 3 CD di Madonna in loop (Madonna, 1983 – Like a Virgin, 1984 – True Blue, 1986). Che per una che la domenica mattina mette su i Pantera e ci balla sopra in mutande è tutto dire.

Ah, è ormai un anno che mi sono trasferita negli USA e quindi voglio trovare un modo per festeggiare sul blog. Potrei fare un ghivauei. E poi voglio fare una rubrica settimanale dove vi faccio una lista di tutto quello che ho scoperto in giro. E poi voglio pure fare un contest su Instagram e creare una nuova rubrica fotografica. E anche una rubrica su quello che si mangia da queste parti e chiamarla Magna Ammaregano. E poi niente, qua sono le 18.30, clicco Salva Bozza e vado a buttarmi sul divano. Adieu.


19 thoughts on “In Your Face, Mario Testino in mostra al MFA. E via discorrendo.

  1. e finalmente al terzo tentativo di commentare ce la faccio.. dal cellullare pare impossibile! Bella mostra.. la fotografia con Naomi Campbell e quella con Mick Jagger e Keith Richards mi piacciono molto.. la prima costruita ma spero la seconda scattata al naturale.. cmq arriva quello che vuole trasmettere.. 😉 auguri per l’anniversario!

  2. Interessanti e sorprendenti spesso le mostre dei fotografi di moda.
    Anche a LA scopro continuamente exibition, luoghi, eventi e tanta altra roba che vorrei raccontare, ma poi…mi hai capito!
    Buon anniversario anche a te :))))

  3. Che brava…io sono stata un po’ pigra sui miei post recentemente…l’attesa per il mutuo della casa mi sta consumando…(ci vorrebbe un post tutto dedicato anche per quello!)!

  4. Bel post, bellissimo il MFA! Ci sono stata anch’io appena arrivata a Boston, ma solo una volta per ora…mi riprometto che ci ritornero’ presto! …ma soprattutto BUON ANNIVERSARIO! Bisogna festeggiare presto!

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