Il blog della Cinzietta – The Boston Chronicles

Cervello in fuga da qualche parte nel New England

Your first blizzard, my dear? Well, enjoy!

Da queste parti il meteo è una cosa seria, sono tutti aggiornatissimi e parlare del tempo che farà è ancora uno degli argomenti di conversazione più gettonati. Me ne ne sono accorta negli ultimi mesi, quando tutti si preoccupavano di cosa avrei fatto nel weekend dato che “ci sarà tutta quella pioggia, hai sentito?” oppure “farà freddissimo, hai letto nelle news?”. No, le news di quel tipo le leggo raramente, chiedo venia. Lascio che sia il Dart a farmi il bollettino meteorologico, ogni mattina. Questa volta però hanno cominciato a parlarmene già da lunedì scorso. Una bufera di neve in arrivo per il fine-settimana, con tanto di toto-scommesse  e simposi ad argomento “chiuderanno gli uffici? si andrà a lavorare anche sotto 3 metri di neve? parliamone!”

La bufera alla fine è arrivata, assieme ai primi commenti davanti alla mia evidente eccitazione da ultima arrivata nel New England. “Sarà la tua prima bufera di neve americana? Well, enjoy!” Il pragmatismo americano, come vivere senza? Venerdì mattina i primi timidi fiocchi di neve facevano capolino in mezzo ai rami degli alberi. Dalla finestra mi ritrovavo a pensare “Oh, e questa sarebbe la bufera? Ho visto di peggio quando ero ancora in Puglia” Dopo pranzo si è alzato il vento, la neve ha cominciato a fioccare con intenzioni serie, stavolta, e i primi omini in sella ai loro bobcat hanno iniziato a fare il giro delle strade per tenerle pulite. Verso le quattro l’annuncio che il governatore del Massachusetts aveva preso la decisione di bandire le strade agli automobilisti per motivi di sicurezza: fino a 500 dollari di multa e un anno di prigione a chi osava mettere in moto la sua macchina sotto la tormenta.  Chi sono io per contraddire il governatore? Vogliamo scherzare? Dritti a casa, al calduccio, a rimirare la blizzard al caldo, dalla finestra del salotto, con una bella tazza di tisana profumata tra le mani. Rimanete voi a fare i meeting di venerdì pomeriggio, io scappo!

Sono sempre stata una persona attenta alla bellezza in ogni sua forma, sono capace di cercarla dappertutto. Ma qui è davvero impossibile non sentirsene attorniati in ogni momento. Non sono uscita a fare foto all’esterno, troppo freddolosa io (– 15 brrrr) , troppa neve fuori, cumuli alti un metro mi hanno fatto desistere. Però ammirare una bufera di neve da casa dalla tua finestra ti può dare la possibilità di notare e catturare tanti particolari.

 Le spire di vento sui tetti delle case

_DSC0101blog5Il ghiaccio che si incolla alle finestre

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Il tuo termometro a forma di Moomin che non ce la fa più

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Un alberello sperduto nella distesa bianca

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Il cielo dalla tonalità lattiginosa, che riesce sempre a lasciarti a bocca aperta.

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Il tuo terrazzino ormai inservibile (ma contento)

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La mia prima blizzard negli USA è passata. In questo momento si dirige lenta verso l’oceano lasciando dietro di sé cumuli bianchi ai lati delle strade, un freddino pungente da doppi calzettoni e una luce di un azzurro indefinito nel cielo.

16 commenti su “Your first blizzard, my dear? Well, enjoy!

  1. Paolo Zardi
    8 marzo 2013

    E credo che quando si è fuori dalla propria casa – fuori dalla propria città, o nazione – si guardi tutto con occhi diversi… con gli occhi aperti, sbalorditi, meravigliati. Come bambini – la stessa magia.

  2. Fabio
    27 febbraio 2013

    “Il pragmatismo americano, come vivere senza?”
    L’articolo è tutto molto bello, ma questa qui sopra è una chicca! Sono felice di scoprire di non essere solo, nell’apprezzare questa loro caratteristica…
    Una tonnellata di invidiosi saluti🙂

  3. Wonderchiari
    21 febbraio 2013

    che figata cinzia!!!!!! anche mio cognato da ny ci mandava gli aggiornamenti =D

  4. Paolo Zardi
    20 febbraio 2013

    Foto meravigliose! Fanno venire la voglia di fare un salto da quelle parti…

  5. Vero
    17 febbraio 2013

    Che meraviglia di foto.
    Che bella la sensazione dello stare al caldo coccolati da tisane calde e dalle mura di casa mentre fuori c’è la tempesta🙂

  6. Martina
    12 febbraio 2013

    Molto bella la foto dei tetti innevati!
    Grazie a Twitter sto scoprendo un sacco di blog interessanti.
    Ti seguo🙂

  7. Giulia
    11 febbraio 2013

    sia il termometro che il tavolino son contenti… dov’e’ il tuo pupazzo di neve?

    • lacinzietta
      12 febbraio 2013

      Non c’e’, faceva troppo freddo e sono rimasta in casa. Ma con tutta questa neve accumulata un pupazzo potrei pure farlo pero’😉

  8. Le foto rendono perfettamente l’idea

  9. Bibi
    11 febbraio 2013

    che meraviglie.
    ma perché mi sembra che da voi il cielo sia più grande?😦

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Questa voce è stata pubblicata il 10 febbraio 2013 da in Boston Chronicles, Fotografando, Life con tag , , , , .

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Il cioccolato non fa domande. Il cioccolato ti capisce. Il cioccolato è tuo amico. Quando ti trovi di fronte a dei delfini disegnati su un muro azzurro, fermati e scatta, anche se ti si stanno ghiacciando le mani dal freddo. #portland A Portland ci ero già stata qualche anno fa e mi era già piaciuta tanto. Stavolta ci siamo tornati in tre, e l'ho trovata ancora piú bella, chissà perché. Felicità è trovare bacon strips e disegnini a colazione. It's Snowvember, baby. Ricomincia la stagione dei tetti bianchi e delle foto fatte dal balcone, in pigiama e coi piedi ghiacciati. Non so bene quando riuscirò a riprendere quell'aereo, ma mia speranza è che non passi molto tempo. Io attendo sempre l'invenzione del teletrasporto. Barchette all'orizzonte. Sono tornata in Italia dopo 5 anni di vita americana, ci sono rimasta 2 settimane, ho fatto solo un decimo di quello che volevo fare e adesso non mi rimane che riguardarmi le foto aspettando che arrivi l'occasione per il prossimo viaggio 💜 La felicità puó consistere anche in una semplice fetta di focaccia con soppressata e funghi mangiata in macchina e in buona compagnia. Puglia, mi manchi assai. Io e le palle di cannone del Castello Aragonese. Perché erano anni che volevo fare questa foto. Io ancora mi chiedo da quale pianeta arrivi. Perché tu sei troppo, troppo di tutto. Un giorno me lo dirai, con parole tue. Mi guarderai, e ci capiremo. Barchette blu che mi ritornano in sogno mentre sono a chilometri di distanza da quel mare antico.

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