Il blog della Cinzietta – The Boston Chronicles

Cervello in fuga da qualche parte nel New England

Così, ferma

A volte vorrei rimanere così, ferma.
Socchiudere la finestra, giusto uno spiraglio di aria fredda che mi viene incontro. 

Rimanere a guardare la pioggia che si  rincorre su un albero un po’ distante, sentire un brivido senza essere sicura se è davvero il freddo, quel

lo che mi fa provare queste sensazioni, o chissà cosa, e chissà perché. Tremare senza averne paura.

Poggiare la testa sul muro, e disperdere lo sguardo lontano, senza aver timore di sembrare troppo malinconica a chi non riesce nemmeno a guardare dentro se stesso.

Rimanere ad ascoltare la musica che mi suona nella testa. Una nota dopo l’altra. Un respiro dopo l’altro.

Sto crescendo, e non mi piace. 
Voglio ancora i miei pennarelli colorati. Voglio ancora le mie gommine profumate. Voglio ancora perdere tempo a ritagliare forme variopinte e scarabocchiare di verde e giallo i miei quaderni. 

Sono ancora io, quella nello specchio. Sono ancora io quella che ha sempre tutte le risposte. O forse no.

Voglio ancora un po’ di tempo, un po’ di noi. Un po’ di bellezza tutta per me.

A volte vado a riaprire il mio vecchio blog, quello che ho scritto per anni su Splinder, quello che ho salvato in fretta e furia dopo aver saputo che la piattaforma avrebbe chiuso da un giorno all’altro. Lo vado a riaprire e ritrovo me stessa. Una Cinzietta di quattro anni più giovane ma con lo stesso modo di pensare, le stesse paturnie, la stessa voglia di trovare risposte che non arriveranno mai. Queste parole le ho scritte nel periodo in cui avevo appena cambiato città, per l’ennesima volta. L’ennesimo trasloco, l’ennesimo sogno da inseguire. Il periodo degli autoscatti, dell’osservarmi allo specchio senza riconoscermi, del perdersi nello studiare la mia stessa ombra, delle pareti troppo bianche, delle luci troppo accecanti, dei sogni interrotti. Il periodo delle lacrime che ti scappano per il troppo stress, delle mani fredde, degli appunti scritti di fretta e mai conclusi. Mi guardo e mi faccio tenerezza. Sono sempre io. Sono sempre io quella faccetta buffa nello specchio.

E mi abbraccerei. E mi direi che va tutto bene. Mi direi di crederci.

4 commenti su “Così, ferma

  1. lacinzietta
    9 gennaio 2013

    Grazie per i vostri commenti🙂

  2. beweightless
    8 gennaio 2013

    Il tuo post mi ha emozionato. Mi identifico molto nella Cinzietta di 4 anni fa. “L’ennesimo trasloco, l’ennesimo sogno da inseguire. Il periodo degli autoscatti, dell’osservarmi allo specchio senza riconoscermi”. Io sto attraversando proprio adesso questa fase. Osservarmi (e accettarmi) é ancora molto difficile. Ma il viaggio, in compenso, me lo sto godendo.

  3. tittisissa
    8 gennaio 2013

    Bellissimo post Cinzietta! Complimenti.

  4. pani
    8 gennaio 2013

    il tempo è la cosa più preziosa, bello o brutto che sia. Non si può impedire che sfugga ma si può di sicuro fare a meno di buttarlo.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 gennaio 2013 da in C'era una volta, Fotografando, Life, Parole, Pensieri sparsi con tag .

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Il cioccolato non fa domande. Il cioccolato ti capisce. Il cioccolato è tuo amico. Quando ti trovi di fronte a dei delfini disegnati su un muro azzurro, fermati e scatta, anche se ti si stanno ghiacciando le mani dal freddo. #portland A Portland ci ero già stata qualche anno fa e mi era già piaciuta tanto. Stavolta ci siamo tornati in tre, e l'ho trovata ancora piú bella, chissà perché. Felicità è trovare bacon strips e disegnini a colazione. It's Snowvember, baby. Ricomincia la stagione dei tetti bianchi e delle foto fatte dal balcone, in pigiama e coi piedi ghiacciati. Non so bene quando riuscirò a riprendere quell'aereo, ma mia speranza è che non passi molto tempo. Io attendo sempre l'invenzione del teletrasporto. Barchette all'orizzonte. Sono tornata in Italia dopo 5 anni di vita americana, ci sono rimasta 2 settimane, ho fatto solo un decimo di quello che volevo fare e adesso non mi rimane che riguardarmi le foto aspettando che arrivi l'occasione per il prossimo viaggio 💜 La felicità puó consistere anche in una semplice fetta di focaccia con soppressata e funghi mangiata in macchina e in buona compagnia. Puglia, mi manchi assai. Io e le palle di cannone del Castello Aragonese. Perché erano anni che volevo fare questa foto. Io ancora mi chiedo da quale pianeta arrivi. Perché tu sei troppo, troppo di tutto. Un giorno me lo dirai, con parole tue. Mi guarderai, e ci capiremo. Barchette blu che mi ritornano in sogno mentre sono a chilometri di distanza da quel mare antico.

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