Il blog della Cinzietta – The Boston Chronicles

Cervello in fuga da qualche parte nel New England

Sentivamo davvero il bisogno di un post natalizio?

IMG_20121210_124910 Spontaneamente direi di no. Ma chi sono io per privarci del piacere di qualche immagine natalizia tutta palle colorate e lucine intermittenti? Non facciamo le acidone come al solito, su. Il Natale da queste parti è arrivato davvero a mia insaputa. Nel senso che ero così impegnata nelle faccende di tutti i giorni che all’improvviso ho alzato la testa e mi sono accorta che stava nevicando, e soprattutto che qualcuno aveva appeso una calza col mio nome accanto alla porta del mio ufficio. Quando si dicono quelle piccole cose che ti fanno felice. Il fatto di non averla trovata ripiena di cioccolato fondente e dolcetti al pistacchio, tuttavia, mi ha alquanto contrariata. D’altronde il Dart me lo dice sempre che sono una femmina difficile da accontentare.

La neve qui arriva inaspettata e, senza recare particolari fastidi, rimane a impigrirsi sulle case per un paio di giorni e imbianca i tetti per poi scomparire nel nulla. Il cielo diventa improvvisamente lattiginoso e si arricchisce di una luce biancastra, quasi traslucida. Con la testa appoggiata sul cuscino posso vedere i fiocchi passare davanti alla finestra della camera fad575ae4ea611e2aa6822000a9f1730_7da letto. Leggeri. Senza peso. Come mi sento io in questi momenti. Mi accorgo che i piccoli abeti gommosi reggono ancora, aggrappati al vetro, ed è una piccola vittoria.

A pensarci bene questo post dovrebbe chiamarsi “La lista delle piccole cose che mi hanno fatto felice”. Vediamo se riesco a metterle in fila indiana.

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  • una calza rossa col tuo nome scritto sopra, grande e tutto dorato
  • una manciata di decorazioni natalizie da pochi centesimi trovate in un negozietto di periferia
  • il pandoro scovato inaspettatamente nella vetrina di una bottega del quartiere italiano
  • gli alberi bostoniani ricoperti di lucine scintillanti, e tu che dimentichi sempre la Reflex a casa quando ne hai bisogno
  • la neve sui tetti che la trovi la mattina appena ti alzi, ti fai un caffellatte e si è già sciolta, e hai fatto appena in tempo a farle una foto col Galaxy
  • gli adesivi gommosi che ti sei portata dall’Italia e che ancora riescono a rimanere attaccati al vetro della finestra

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Diciamo subito che il mio intento era quello di prendere la mia Nikon e farmi un giro per le casette in stile New England dagli ingressi illuminati a giorno e dai Babbi Natale giganteschi e un po’ minacciosi. E il fatto che siano illuminati da dentro li rende ancora più simili a strani alieni. Ovviamente la pigrizia e il freddo hanno prevalso. Provateci voi ad andare in giro a fotografare giardini e cortili nel mezzo del late afternoon, quando il sole è già calato, la temperatura è vicina allo zero e vi siete appena accorte di aver sbagliato scarpe. Ricordate, amiche, le ballerine sulla neve NO.IMG_20121224_082435

Se volete vedere delle luminarie come si deve vi consiglio quelle newyorchesi di Donnaconfuso, che appartengono alla serie “ho visto cose che voi umani”. Io ho da offrirvi solo una manciata di foto, fatte di fretta e mentre rischiavo l’assideramento acuto, nel parco del Town Common, a pochi chilometri da casa, dove ho preso allegramente di mira tre grossi alberi di Natale che passavano di là per caso, uno tutto rosso, uno tutto verde e uno multicolor. Non mi piacciono per niente, ma ve le metto lo stesso, in attesa di fare di meglio, perché in questo periodo un blog senza palle di Natale è un blog inutile. Auguri a chi passa di qua e non mangiate troppo che poi vi inquartate. Ebbene si’, e’ una parola vera, lo dice anche la Treccani.

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10 commenti su “Sentivamo davvero il bisogno di un post natalizio?

  1. supercaliveggie
    30 dicembre 2012

    Ovviamente qui niente neve ma classiche casette americane con giardino kitsch super illuminato con renne, finti bastoncini di zucchero e pupazzi di neve gonfiabili, quelli sì.
    E il pandoro…io l’ho trovato a sedici dollari…ci sto pensando su ma non ho avuto il coraggio…

    • lacinzietta
      30 dicembre 2012

      Io avevo il terrore di non trovarlo, il pandoro. Ne sono golosissima. Beccato nel quartiere italiano, Melegatti a 11 dollari. Ero cosi’ felice che ne ho regalato uno pure ai colleghi, che lo hanno guardato con sospetto😀

  2. pani
    28 dicembre 2012

    io mi sto inquartando a forza di pandori.
    Credo che il Natale a Boston sia meraviglioso. NOn so perché ma deve essere così

  3. Mariella
    28 dicembre 2012

    Ma si dai, evviva i post natalizi, ora che ho rifatto pace col Natale ci sta, ci sta.

    • lacinzietta
      28 dicembre 2012

      Ma certo, poi qui il Natale ha un aspetto cosi’ colorato che e’ un piacere🙂

  4. Luke
    28 dicembre 2012

    SPETTACOLARE!! LK

  5. pegappp
    28 dicembre 2012

    Quella del “blog senza palle (di Natale)” me la segno, magari la rivendo il prossimo anno😀
    Auguri!

    • lacinzietta
      28 dicembre 2012

      Vedi?? E chi l’avrebbe detto che avrei dato degli spunti al Pega?😀

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Questa voce è stata pubblicata il 28 dicembre 2012 da in Fotografando, Holidays, Life, Pensieri sparsi con tag , , , , , , .

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Il cioccolato non fa domande. Il cioccolato ti capisce. Il cioccolato è tuo amico. Quando ti trovi di fronte a dei delfini disegnati su un muro azzurro, fermati e scatta, anche se ti si stanno ghiacciando le mani dal freddo. #portland A Portland ci ero già stata qualche anno fa e mi era già piaciuta tanto. Stavolta ci siamo tornati in tre, e l'ho trovata ancora piú bella, chissà perché. Felicità è trovare bacon strips e disegnini a colazione. It's Snowvember, baby. Ricomincia la stagione dei tetti bianchi e delle foto fatte dal balcone, in pigiama e coi piedi ghiacciati. Non so bene quando riuscirò a riprendere quell'aereo, ma mia speranza è che non passi molto tempo. Io attendo sempre l'invenzione del teletrasporto. Barchette all'orizzonte. Sono tornata in Italia dopo 5 anni di vita americana, ci sono rimasta 2 settimane, ho fatto solo un decimo di quello che volevo fare e adesso non mi rimane che riguardarmi le foto aspettando che arrivi l'occasione per il prossimo viaggio 💜 La felicità puó consistere anche in una semplice fetta di focaccia con soppressata e funghi mangiata in macchina e in buona compagnia. Puglia, mi manchi assai. Io e le palle di cannone del Castello Aragonese. Perché erano anni che volevo fare questa foto. Io ancora mi chiedo da quale pianeta arrivi. Perché tu sei troppo, troppo di tutto. Un giorno me lo dirai, con parole tue. Mi guarderai, e ci capiremo. Barchette blu che mi ritornano in sogno mentre sono a chilometri di distanza da quel mare antico.

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