Il blog della Cinzietta – The Boston Chronicles

Cervello in fuga da qualche parte nel New England

E che il malefico filtro sia con me

Comunque (ma si potrà iniziare una frase con “comunque“?) non fatevi ingannare da questi post pseudo-romantici e pseudo-riflessivi. Una volta esaurito l’afflato poetico torno velocemente ad essere la cazzara di sempre. Oggi voglio tentare una sfida con me stessa: scrivere due post in una settimana. Non so se sopravviverò allo sforzo.

La novità degli ultimi mesi è che, dopo settimane di dubbi e di diffidenza, anche io sono su Instagram (e quindi anche su Followgram). Per l’agendina del chissenefrega aggiungerò che la transizione è stata indolore, forse perché a volte più si diffida di qualcosa più questa diventa divertente una volta che la si prova. Per una come me, che prova un profondo senso di deprivazione (e qui mi spavento) se mi viene impedito di fotografare almeno una nuvola al giorno su sfondi di cieli saturati a mille, Instagram è una pacchia. E vi dirò una cosa, così mi sfogo una volta per tutte. Ci sono due tipi di personaggi queruli che mi fanno sbadigliare a quattro ganasce ultimamente sul web. Uno, i grammar-nazi che ti bacchettano per un errore di battitura ma ignorano l’uso corretto dell’accento acuto sul perché (potrei fornirvi dei gustosi screenshot, ma sono troppo buona). Due, i puristi della fotografia che abbaiano a Instagram.

Personalmente considero Instagram un passatempo e un social network come gli altri, basato però su immagini facilmente condivisibili. Non me la sento di associarlo alla vera fotografia. Ma poi, diciamocelo, cosa sarà mai questa VERA fotografia? Una creatura mitica? Un luogo comune? Un alibi per sentirsi fighi? Mi annoia a morte chi continua a dire che chi scatta con lo smartphone “pensa di essere un vero fotografo e chissa’ chi si crede di essere e signora mia non ci sono piu’ le mezzi stagioni” perché è un discorso che c’entra davvero come il cavolo a merenda e che mi causa repentine alzate di sopracciglio e un’irrefrenabile spinta al remove e al delete, due opzioni che ultimente mi hanno preso la mano. Una persona appassionata di fotografia come me dovrebbe evitare di usarlo? No, non fatemi questo. Poi come farei a fotografarmi le magliette coi coniglietti o i piedi nella sabbia o l’ultimo cupcake della giornata? E scattare con lo smartphone attimi della mia giornata dovrebbe togliermi la voglia di andare in giro con la mia Polaroid o spingermi a nascondere in soffitta la Reflex? I don’t think so. Instagram mi diverte, punto. Basta non capitare nella pagina dei Popular, quella sì che mi procura un vago senso di smarrimento.

Per darvi un’idea dell’uso che ne faccio, un terzetto dedicato al cielo meraviglioso che mi ritrovo sulla testa ogni mattina. Nuvole cariche di contrasti e con un magico tocco di filtro, tutte per me. Ammetto di essere un filino ossessionata dai cumulonembi. Ma ognuno ha le sue manie, no? Chiedo scudo, come diceva Luca Giurato.

21 commenti su “E che il malefico filtro sia con me

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  3. Bibi
    11 settembre 2012

    c’ha ragione il dart, nonostante qui da me le case non siano altissime, mi tolgono ugualmente troppo cielo

  4. Guchi chan (@Guchippai)
    11 settembre 2012

    ho un cellulare del 309 avanti Cristo, ma se ne avessi uno di quelli fighi userei Instagram anch’io, senza farmi alcun problema. non credo che digitale e analogico non possano convivere, come sembrano affermare certi fanatici. sono due dimensioni diverse, ma entrambe si alimentano con la passione per la fotografia. del resto io possiedo sia una costosa reflex digitale che delle ignobili macchinette di plastica degli anni Ottanta, più tutto quello che ci sta nel mezzo, e mi diverto con tutte, perchè ciò che mi diverte è l’atto del fotografare in sè, non importa con cosa ^__^

  5. Pretty in Mad
    11 settembre 2012

    quoto TUTTO

  6. holgamydear
    11 settembre 2012

    Mi piaci anche cazzara!😀

    Le nuvole sono state una fissa anche per me, devo dire. Da bambina mi divertivo a scovarci le forme.

  7. Mi fai morire Cinzia…cerca di scrivere piu’ spesso cosi’ tieni alto l’umore della blogosfera. Mi sono iscritta ad instagram proprio ieri (hollywoodroad) . Sembra divertente anche se ormai per stare al passo con tutti i social network a cui mi iscrivo dovrei praticamente stare incollata al computer 24 ore al giorno.

    • lacinzietta
      8 settembre 2012

      Ma io scriverei pure piu’ spesso se avessi piu’ tempo eh😀 Adesso ti cerco subito!

  8. colorsontheroad
    8 settembre 2012

    Non avrei potuto dirlo meglio…guarda, sottoscrivo proprio tutto…e l’unico motivo per cui non sono ancora atterrata su Instagram é che ho un cellulare preistorico, ma appena mi smartizzo…

  9. pani
    8 settembre 2012

    a me pare che le nuvole all’estero siano sempre più belle. Ho l’impressione che in Italia non solo abbiamo rovinato il paesaggio, la cultura, l’anima…pure il cielo!

  10. Chiari
    8 settembre 2012

    Ti sei dimenticata anche: L’acqua è bagnata! 😄
    Chiari

  11. fabioski
    8 settembre 2012

    Che belle foto e che belle nuvole, Cinzia! Sai che piace anche a me fotografarle? :))

    • lacinzietta
      8 settembre 2012

      Qua ce ne sono di stupende. Stavo discutendo col Dart l’altro giorno sul perche’ il cielo qui sia cosi’ meraviglioso.🙂

      • fabioski
        8 settembre 2012

        E cosa avete concluso?😀

        • lacinzietta
          8 settembre 2012

          Lui afferma che il motivo sia che qui le case sono piu’ basse e il cielo sembra piu’ grande ma e’ solo piu’ visibile. Io ci sto ancora riflettendo🙂

          • fabioski
            8 settembre 2012

            Potrebbe essere un buon motivo, una teoria affascinante

  12. pegappp
    8 settembre 2012

    Ah, i cumulonembi…🙂

    P.s. Se ti affascinano nel profondo ti consiglio quest: http://www.fenomenitemporaleschi.it/

    • lacinzietta
      8 settembre 2012

      Pega, che devo fare? Le nuvole sono una passione, le adoro. Ricordo che da piccola facevo delle strane acrobazie davanti alla finestra: mi mettevo a testa in giu’ con i piedi in aria e facevo finta di camminarci sopra. Vabbe’ si sara’ capito che non sono mai stata molto normale😀

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Questa voce è stata pubblicata il 8 settembre 2012 da in Fotografia con tag , , , .

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Il cioccolato non fa domande. Il cioccolato ti capisce. Il cioccolato è tuo amico. Quando ti trovi di fronte a dei delfini disegnati su un muro azzurro, fermati e scatta, anche se ti si stanno ghiacciando le mani dal freddo. #portland A Portland ci ero già stata qualche anno fa e mi era già piaciuta tanto. Stavolta ci siamo tornati in tre, e l'ho trovata ancora piú bella, chissà perché. Felicità è trovare bacon strips e disegnini a colazione. It's Snowvember, baby. Ricomincia la stagione dei tetti bianchi e delle foto fatte dal balcone, in pigiama e coi piedi ghiacciati. Non so bene quando riuscirò a riprendere quell'aereo, ma mia speranza è che non passi molto tempo. Io attendo sempre l'invenzione del teletrasporto. Barchette all'orizzonte. Sono tornata in Italia dopo 5 anni di vita americana, ci sono rimasta 2 settimane, ho fatto solo un decimo di quello che volevo fare e adesso non mi rimane che riguardarmi le foto aspettando che arrivi l'occasione per il prossimo viaggio 💜 La felicità puó consistere anche in una semplice fetta di focaccia con soppressata e funghi mangiata in macchina e in buona compagnia. Puglia, mi manchi assai. Io e le palle di cannone del Castello Aragonese. Perché erano anni che volevo fare questa foto. Io ancora mi chiedo da quale pianeta arrivi. Perché tu sei troppo, troppo di tutto. Un giorno me lo dirai, con parole tue. Mi guarderai, e ci capiremo. Barchette blu che mi ritornano in sogno mentre sono a chilometri di distanza da quel mare antico.

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