Chi non muore si rivede

Vedere l’ultimo aggiornamento del blog fermo al 7 aprile mi mette una tristezza infinita. Io, che mi ero riproposta di scrivere qui sempre più spesso, eccomi che scompaio da un giorno all’altro. La mia solita coerenza. Ma sapete quando avete in mente di fare una cosa, ci pensate di continuo e, maledizione, non riuscite a trovare tempo/modo/possibilità/voglia di farla? E rimane lì, a veleggiare nell’aria, questa “cosa da fare”, e vi sentite insoddisfatti e smaniosi.

Un motivo per questo silenzio pero’ c’era. Eccome se c’era.

Ho preso quel famoso aereo per gli Stati Uniti il 13 maggio. Con noi solo tre valigie e il trasportino con le due caviotte.  L’iter per ottenere il visto e i documenti necessari e anche solo il racconto del viaggio e del trasloco varrebbe la pena di essere raccontato in un libro di 100 pagine. Da quando ho messo piede sul suolo bostoniano è andato tutto molto velocemente: giri per trovare un posto dove stare, affitto della casa, mobili da comprare e da montare (sempre sia lodata l’Ikea), utenze da allacciare, ulteriori documenti da richiedere (come se non bastasse il visto che ci ha messo ben sei mesi per arrivare), varie ed eventuali.

Oggi, 4 luglio 2012, il famoso Indipendence Day per gli amici americani, seduta comodamente sul mio divano a strisce blu, posso finalmente rispondere agli amici che ci chiedono via Skype che fine abbiamo fatto che, rullo di tamburi, “ci siamo sistemati“. E che la vita lentamente riprende il suo normale corso. Anzi, lentamente un cavolo. Se ci  penso bene, in meno di sessanta giorni la mia vita e’ stata rivoluzionata da dentro a fuori, da sopra a sotto, e mi va bene cosi’. Adesso piano piano torno ad annotare, a scrivere, a scattare foto, anche se non ho mai smesso del tutto. Torno a buttare i miei pensieri su una piattaforma solida e non solo a tenermeli nella testa. Torno on line. La scrivania Ikea e’ stata montata, il mio netbook bianco e’ carico, la Reflex e’ arrivata senza danni, la mia piccola collezione di analogiche nel frattempo e’ aumentata a causa di Ebay e yard sales, e ho come nuovo giocattolino un adoratissimo Galaxy Note dal quale non mi separo mai e che attira la curiosità dei miei colleghi. Ho scoperto Kindle, ho scoperto Instagram (a proposito, aggiungetemi). Praticamente non mi ferma più nessuno 🙂

Comunque come dicono quelli fighi “Stay Tuned” perché sto preparando un resoconto “bostoniano” per Makemehappytoday.

“Una come me, nata letteralmente davanti al mare, poteva forse non innamorarsi perdutamente dell’oceano?”

(ovvero, quando dimentichi a casa la Reflex, ti si scarica lo smartphone e sei costretta a farti fare le foto con un cellulare dell’anteguerra)


10 thoughts on “Chi non muore si rivede

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