Il blog della Cinzietta – The Boston Chronicles

Cervello in fuga da qualche parte nel New England

Del perché continuerò ad avere un blog

Premesso che ho la febbre e che se tossisco un altro po’ il polmone comincerà a ballare da solo per la stanza, premesso che da due giorni il Bisolvon e la Tachipirina sono i miei amici più cari, premesso che le mie sinapsi sono in fase catatonica e che qui si cerca di “farmi spurgare il virus” con massicce dosi di blues (giusto per capirsi, il Dart mi sta facendo ascoltare in loop codesto pezzo), ecco, premesso tutto ciò, sappiate che il presente post è scaturito da mesi e mesi di riflessione (addirittura) e da una bella chiacchierata con la mia dolce metà davanti ad una pizza superfarcita. Perché ci sono quei momenti, fortunatamente per me non rari, in cui ti rendi conto che non hai puntato sul cavallo sbagliato, anni fa, e che se stiamo ancora  insieme dopo tutto questo tempo ci sarà un perché (e qua dovrebbe partire l’imitazione di Cocciante fatta da Fiorello, giusto per sdrammatizzare un po’).

Mi sento vecchia a dirlo, ma posso dire di navigare in Internet da circa 15 anni, cioè  dal 1997. Ho un ricordo molto vivido della mia “ora zero”.  Ero salita a Bologna da Taranto da pochi giorni per iscrivermi alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere e presentare la domanda per la borsa di studio, e una certa persona che ho nominato prima mi aveva introdotto di soppiatto nella sala computer della Facoltà di Ingegneria. Quel giorno mi sistemai davanti ad un pc collegato in rete e ci rimasi, non scherzo, almeno 6 ore, senza mai staccarmi dal monitor. La navigata più lunga della mia vita. Nel giro di sei ore avevo testato tutti i motori di ricerca dell’epoca (vi ricordate Altavista?), avevo aperto il mio primo account email (con hotmail… ma esiste ancora?), avevo tirato giù informazioni e appunti per le mie ricerche e scritto a gente dall’altra parte del mondo rompendo le scatole per non so più quali questioni. Di lì  a poco imparai a usare il linguaggio HTML e mi creai un sito personale che gestivo direttamente caricando i vari file in FTP. Mi sentivo una smanettona. Ed ero anche ingenua. Negli anni su quel sito ci ho messo di tutto: le foto della laurea, le foto del matrimonio, il mio diario del giorno per giorno, le mie riflessioni, i miei pensieri. Tutta roba che poteva essere letta da chiunque. Quel sito è durato anni ed è stato cancellato nel giro di due giorni, così, dopo una mia decisione repentina. Nel 2002 aprii il mio primo blog su Splinder. Splinder per me è stata davvero una scoperta, una seconda casa. Ho conosciuto persone che sono diventate amicizie virtuali prima e, in seguito, anche reali. Alcuni me li porto dietro ancora adesso. Altri no, ma è meglio così. Splinder adesso non c’è più.  Molti blog sono andati persi. Io sono riuscita a scaricare tutto il blog nell’ hard-disk e ogni tanto me lo vado a rileggere. Prima o poi lo unirò a questo, almeno parzialmente. Perché contiene troppa vita vissuta, troppe parole e troppe emozioni per perdersi così nel nulla. E adesso sono arrivata qui, su WordPress.

Ero felice di aver riaperto un blog. Senza scrivere e senza condividere non ero a mio agio. Questo l’ho capito fin  troppo bene. Gli anni nei quali gli impegni di lavoro mi avevano portato via tutto il mio tempo libero erano stati troppo dolorosi. Tornavo a casa la sera e non avevo più voglia di sedermi alla scrivania, di tirare fuori la mia Moleskine rossa, di editare le foto, di leggere i miei libri. Gli impegni mi stavano succhiando la vita, o almeno quella parte di vita che mi permetteva di esprimermi. Non sarei andata molto lontano, in questo modo. L’insoddisfazione era troppa. La decisione di continuare l’ho presa l’anno scorso. Ma mi mancava ancora il coraggio di andare fino in fondo. Ho decine di post in bozza e non ancora pubblicati. Il motivo? Un eccesso di autocritica che mi consumava. Il chiedersi di continuo se quello che avrei scritto o se le foto che avrei postato sarebbero piaciute o meno. Non so se tutta questa insicurezza è nata in seguito ad un episodio particolare. So per certo, però, che mi ero bloccata. Avevo tante cose da dire, e avevo quasi paura di dirle. Avevo paura di uscire dal mio angolino.

Ne ho parlato per ore, ho cercato di analizzarmi, ho blaterato e rimuginato, e alla fine sono giunta ad una conclusione totalmente ovvia e banale. Quelle banalità che hai sotto gli occhi tutti i giorni e che sono talmente trasparenti da non riuscire a vederle, anche se te le sbattono in faccia. E’ impossibile piacere a tutti. E’ impossibile  ricevere sempre e comunque  feedback positivi. Ed è impossibile che ti piacciano tutti allo stesso modo.  Essere me stessa  è quello che, nonostante tutto,  mi riesce meglio. Quando cerco di fingere, fingo malissimo. E chi mi ama, mi segua. Anche, e soprattutto, nella vita reale. Ho tagliato tanti di quei rami secchi, in questi mesi, che a pensarci mi fa quasi paura, soprattutto finte amicizie travestite da nevrosi. E non ho più paura di confessare, a me stessa per prima, quello che mi fa stare bene e quello che invece mi causa malessere. Anche se qualcuno può non gradire. Crescere per me significa anche avere il coraggio di prendere quella strada, di seguire quel cammino, di guardare in quel pozzo anche se continuano a dirti di non farlo. O magari di buttarmi in qualcosa che è più di grande di me. Forse anche di cadere, per poi rialzarmi, togliermi la polvere di dosso e proseguire.

Continuerò a fare ciò che mi piace e a parlarne su questa pagine. Non ho nulla da nascondere. Non ho più bisogno di un blog privato. Ho la fortuna di non dover indossare una maschera ogni giorno e fingermi ciò che non sono. Sono ciò che sono e amo ciò che ero e ciò che sono diventata. Quando mi guardo allo specchio vedo troppe occhiaie, vedo un triplo mento, vedo un naso a patata ma nonostante tutto, quello che vedo mi piace. E mi piace la mia testa.

Il Dart ha liquidato il tutto con un lapidario “Ti fai troppe seghe mentali. Fai solo quello che ti fa stare bene. E fanculo tutto il resto.”  Devo ringraziarlo per questo suo profondo dono della sintesi.

Vi lascio con una delle foto scattate durante il mio giretto turistico a Roma e Firenze, le altre arriveranno presto, assieme a tante altre accumulate negli ultimi mesi. Se penso che devo ancora postare quelle fatte a Boston in agosto…

Una mattina, a Roma.

21 commenti su “Del perché continuerò ad avere un blog

  1. lafinedelmondo2012
    6 aprile 2012

    il paracetamolo a volte è un’ottima sostanza per riflettere🙂

  2. kikoo99
    4 aprile 2012

    complimenti, sia per il blog che per le foto. Federico

  3. La_Lele
    2 aprile 2012

    E’ proprio così, si passa un sacco di tempo a cercare le cose più semplici che stanno davanti agli occhi e non le vediamo finchè qualcuno o qualcosa non ci fa aprire gli occhi, succede a chiunque credo, più o meno spesso. L’importante è, comunque, arrivare alla giusta conclusione avendo intrapreso la giusta via… ed essere sempre sè stessi.
    Hai scritto pensieri bellissimi! Complimenti!

  4. holgamydear
    2 aprile 2012

    Il Dart la pensa proprio come il mio ragazzo. o.O
    Si conoscono, dici?

    • lacinzietta
      2 aprile 2012

      E’ che a volte ha una chiarezza di pensiero e una lucidità di giudizio che a me manca, e mi succede soprattutto quando mi trovo a osservare una questione troppo da vicino, come se vederla da fuori gli permettesse di giudicare meglio le situazioni e andare all’essenziale. Non trovi che sia così anche per te?🙂 Mi succede anche con mia mamma. Diciamo che il Dart e mamma sono i miei più fidati consiglieri😀

      • holgamydear
        2 aprile 2012

        Con mia madre no, perchè mi viene l’ansia nel sapere che lei diventa ansiosa perchè mi vede ansiosa. Un bruttissimo circolo vizioso di cui sono socia da sempre.🙂 Con Ale è diverso, mi capisce al volo e mi liquida con tre parole.

  5. tuo marito e’ un grande…ma non preoccuparti, le seghe mentali non sono solo una tua prerogativa, io ci sguazzo quotidianamente nell'”overthinking”, lo reputo uno dei miei principali difetti. Quanto ad avere un blog dal 97 e’ fantastico, vorrei aver cominciato prima invece che soltanto due anni fa!

    • lacinzietta
      2 aprile 2012

      un blog vero e proprio ho cominciato a scriverlo solo nel 2002 con Splinder, prima avevo un sito vero e proprio dove ci avevo messo in pratica tutta la mia vita🙂 è stato tutto cancellato dalla rete, sono qui custoditi nel mio pc, sto pensando di unire il vecchio blog Splinder a questo di WordPress però, devo solo trovare il tempo di pensarci.

  6. Denise Cecilia S.
    2 aprile 2012

    Sì, quella è davvero una perla di saggezza.
    (Mai dimenticare, però, che per arrivare ad una sintesi efficace bisogna per forza di cose percorrere prima strade più articolate e complesse. La saggezza profonda non cala dal cielo d’amblè; quindi non sentirti in difetto se ha il… vizio di elaborare troppo😉

    Leggendoti ho rivissuto anch’io i miei anni in rete, con un pizzico di commozione…

    • lacinzietta
      2 aprile 2012

      Quando mi sono ritrovata a pensare ai miei primi anni in rete mi sono davvero sentita vecchia. 1997? Altavista? HTML? E’ un’altra vita in pratica. E quante parole scritte, quanta vita, mamma mia. Sono contenta di aver conservato tutto.

      • Denise Cecilia S.
        2 aprile 2012

        Guarda, parli con una che fa il backup di ogni post che scrive, nonché… di ogni post che le piace dai blog degli altri😄
        Significherà qualcosa se sono più o meno al settimo blog, esclusi gli esperimenti…
        Altavista lo ricordo, lo usavo alle superiori per distrarmi durante le lezioni di informatica, appunto… eheh.

  7. fabioski
    2 aprile 2012

    Il Dart è saggio, la forza è grande in lui.

  8. pani
    1 aprile 2012

    la dolce metà ha proprio il dono della sintesi. Qualcuno ci avrebbe scritto sopra libri e libri, lui in due righe ha riassunto il tutto. Ed ha ragione

  9. pegappp
    1 aprile 2012

    🙂 !

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 1 aprile 2012 da in Fotografia con tag , , .

Clicca per ricevere le notifiche via e-mail.

Follow Il blog della Cinzietta – The Boston Chronicles on WordPress.com
Follow on Bloglovin

Followers

My Instagram

Il cioccolato non fa domande. Il cioccolato ti capisce. Il cioccolato è tuo amico. Quando ti trovi di fronte a dei delfini disegnati su un muro azzurro, fermati e scatta, anche se ti si stanno ghiacciando le mani dal freddo. #portland A Portland ci ero già stata qualche anno fa e mi era già piaciuta tanto. Stavolta ci siamo tornati in tre, e l'ho trovata ancora piú bella, chissà perché. Felicità è trovare bacon strips e disegnini a colazione. It's Snowvember, baby. Ricomincia la stagione dei tetti bianchi e delle foto fatte dal balcone, in pigiama e coi piedi ghiacciati. Non so bene quando riuscirò a riprendere quell'aereo, ma mia speranza è che non passi molto tempo. Io attendo sempre l'invenzione del teletrasporto. Barchette all'orizzonte. Sono tornata in Italia dopo 5 anni di vita americana, ci sono rimasta 2 settimane, ho fatto solo un decimo di quello che volevo fare e adesso non mi rimane che riguardarmi le foto aspettando che arrivi l'occasione per il prossimo viaggio 💜 La felicità puó consistere anche in una semplice fetta di focaccia con soppressata e funghi mangiata in macchina e in buona compagnia. Puglia, mi manchi assai. Io e le palle di cannone del Castello Aragonese. Perché erano anni che volevo fare questa foto. Io ancora mi chiedo da quale pianeta arrivi. Perché tu sei troppo, troppo di tutto. Un giorno me lo dirai, con parole tue. Mi guarderai, e ci capiremo. Barchette blu che mi ritornano in sogno mentre sono a chilometri di distanza da quel mare antico.

Goodreads

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: