Il blog della Cinzietta – The Boston Chronicles

Cervello in fuga da qualche parte nel New England

Marina, le istruzioni, le polaroid, la neve

Le cose più belle mi sono sempre capitate mentre badavo ad altro, mentre andavo avanti per la mia strada, distratta e sovrappensiero. Le cose più belle mi sono sempre piovute tra le braccia senza che le aspettassi. Oggi vi racconto la storia di un incontro con una ragazza e con il suo bellissimo progetto, un incontro nato un giorno qualsiasi, per caso.

La ragazza è lei, Marina Abatista, fotografa ed editor. Il suo progetto fotografico Istruzioni per l’uso è racchiuso nello scrigno di un indirizzo Tumblr e in queste poche parole di presentazione:

“Non sarebbe tutto più facile se ognuno di noi arrivasse con un libretto delle istruzioni? 

Come un frigorifero o una macchina fotografica.  

Certo, forse sarebbe meno divertente, ma di sicuro più semplice. Così sai com’è che funziono.

Mica perché sei tonto, è che siamo tutti ingranaggi.” 

In primo luogo Marina è pugliese di origine, come la sottoscritta, e questo, se permettete, me la fa vedere sotto una luce diversa. E poi è amica sua, e dalle mie parti è sicuramente qualcosa che depone a suo totale favore.

Leggere del progetto di Marina su una bacheca di Facebook e pensare “Bello! Vorrei tanto partecipare.” sono state due azioni separate da un unico nanosecondo. E chi mi conosce sa che il più delle volte dal pensiero all’azione faccio passare anche delle intere ere geologiche. E’ uno dei difetti che mi regala la pigrizia che mi porto incollata addosso dalla nascita. Ho fatto trascorrere giorni e settimane. Quando poi ho letto che Marina aveva intenzione di chiudere il progetto, e che il sabato successivo sarebbe stato l’ultimo disponibile per scattare, mi sono data un ultimatum.

E non è bastata la febbre, non è bastato il freddo e la neve, quel sabato avrei dovuto essere lì, con lei, a vedere il progetto fiorire, dovevo essere lì, davanti alla sua macchina fotografica e ai suoi occhi. E le mie personali “istruzioni” sarebbero state quelle polaroid scattate tempo prima e incollate a caso su un cartoncino assieme a frasi e fogliettini colorati, un progetto che avevo accantonato da un po’ per motivi di tempo e che non aveva mai preso forma. Quel cartoncino rimasto abbandonato da settimane mi chiedeva di essere ripreso in mano e riempito. Ho sparpagliato sul tavolo della cucina foto, pennarelli, forbici, nastro adesivo, post-it, e ci ho lavorato fino a tarda notte.

*Dimmi sempre che ho gli occhi belli*

*Ascolta i miei silenzi*

*Ci sono cose che non ti dirò mai a parole*

*Abbracciare alberi non è reato*

*Lasciami scrivere poesie che nessuno leggerà*

*Scaccia via il buio per me*

*Sono nata davanti al mare e me lo porto dentro*

*Le ombre sono mie amiche*

Il fatto per me secondario che fossi appena uscita da due giorni di febbre e che stessi ancora lottando con un tremendo raffreddore non mi ha fermata. L’indomani sarebbe stata avventura. Mi sarei portata dietro le mie occhiaie e il mio entusiasmo. E quindi, in rapido elenco, quel giorno di febbraio sarebbe diventato una sveglia che suona troppo tardi, una corsa col cuore in gola fino in stazione, un treno acchiappato per il rotto della cuffia, un arrivo in una Milano innevata, candida, tersa, e una Marina sorridente che mi accoglieva nella sua cucina offrendomi una fettona di torta al cioccolato. E poi girare per la casa notando in ogni angolo stampe, monili, 45 giri, cogliere un’atmosfera profumata di vita, e  la decisione di andare a scattare in mezzo alla neve, “per sfruttare questa luce meravigliosa”, il cammino fino al parco sotto casa, gli stivali immersi nel bianco, i piccioni che tubano a due metri da te, gli occhi che non riescono a rimanere aperti per i riflessi troppo forti, l’imbarazzo e poi la sensazione di prendere parte a qualcosa di unico..

Marina è giovanissima ma ha già tante e tali cose da raccontare che la metà sarebbe abbastanza. Leggete la sua rubrica “Occhi a sogni aperti” su Setteperuno per rendervene conto. E adesso questo progetto fotografico, queste Istruzioni per l’Uso, un progetto ancora in divenire, ancora in movimento. Ne stanno parlando in tanti. Frizzifrizzi, Il Post, Vanity Fair, Cosebelle, sono solo alcuni dei siti che hanno dedicato a Marina un loro spazio per raccontare di questa idea poetica, suggestiva, eppure così immediata e spontanea nella sua natura, e così traboccante di Vita. Con la V maiuscola, sì.

Informazioni per permettere a chi ti si avvicina di conoscerti meglio, delle note sparse, alcune ingenue, altre meditate, parole messe lì per raccontare te stessa, per dire al mondo “Eccomi, io sono così. Accettami per ciò che sono”. Partecipare al progetto di Marina per me ha voluto dire questo, mettere a nudo la mia anima. Ho avuto timore ma non ho indietreggiato. Mi basta questo per amarmi un po’ di più, oggi. Io questo librettino d’istruzioni me lo sto costruendo giorno per giorno, con le mie mani, con i miei desideri, con le mie speranze che prendono forma. E il vostro, dov’è?

Aggiornamento dell’ultim’ora!

“Istruzioni per l’uso” diventa una mostra fotografica. L’inaugurazione il 31 marzo a Pisa, e tappa a Milano il 26 aprile. Non dovete perdervela per nulla al mondo. Trovate tutte le informazioni utili sulla pagina dell’evento su Facebook.

10 commenti su “Marina, le istruzioni, le polaroid, la neve

  1. frühling design
    25 marzo 2012

    Grazie per la segnalazione, che idea magnifica e che bel progetto, se bazzicassi per pisa non me lo perderei di sicuro.

  2. concordo, bellissimo progetto davvero peccato non poter vedere la mostra di persona…quanto al libretto di istruzioni e’ un work in progress, sempre…

  3. Pia - Artemisia1975
    21 marzo 2012

    Sono d’accordo… è proprio un bel progetto fotografico e le tue istruzioni per l’uso mi piacciono tantissimo! Ci vuole creatività e tu ne hai. Andrò a vedere la tua foto a Pisa dove abito e dove ho frequentato l’università insieme a Marina. Non mancherò di postare altre foto del progetto su Faceheart.🙂

    • lacinzietta
      24 marzo 2012

      Grazie Maria Pia di essere passata da qui🙂 Marina non ci ha rivelato la lista dei “prescelti” per la mostra tra quelli che hanno partecipato al progetto, quindi non ti so dire se ci sarò o meno. Però non è importante che io ci sia o meno, vai a vederla perché sarà sicuramente bellissima!🙂

  4. ruadellestelle
    19 marzo 2012

    conoscevo il progetto perché degli amici di milano hanno partecipato e sono venuti anche loro benissimo, veri, proprio come te!
    Spero di riuscire a vedere le foto (e la fotografa) dal vivo!

  5. Gabriele
    16 marzo 2012

    wowooooo!!!!!!
    mentre leggevo il post pensavo…”Milano… ste cose nascono sempre e solo nelle grosse città….” e poi in fondo inizio a leggere Toscana…. e poi…. PISA!! yahooo finalmente!

    • lacinzietta
      16 marzo 2012

      Sì Gabriele, Marina si è proprio laureata a Pisa tra l’altro🙂

  6. Francesco
    16 marzo 2012

    E io a Milano non me la perderò per nulla al mondo!!😉 gran bel post e bella segnalazione!!

  7. Mia
    16 marzo 2012

    davvero un bel progetto!😀

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Questa voce è stata pubblicata il 16 marzo 2012 da in Fotografia con tag , , , , , .

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Il cioccolato non fa domande. Il cioccolato ti capisce. Il cioccolato è tuo amico. Quando ti trovi di fronte a dei delfini disegnati su un muro azzurro, fermati e scatta, anche se ti si stanno ghiacciando le mani dal freddo. #portland A Portland ci ero già stata qualche anno fa e mi era già piaciuta tanto. Stavolta ci siamo tornati in tre, e l'ho trovata ancora piú bella, chissà perché. Felicità è trovare bacon strips e disegnini a colazione. It's Snowvember, baby. Ricomincia la stagione dei tetti bianchi e delle foto fatte dal balcone, in pigiama e coi piedi ghiacciati. Non so bene quando riuscirò a riprendere quell'aereo, ma mia speranza è che non passi molto tempo. Io attendo sempre l'invenzione del teletrasporto. Barchette all'orizzonte. Sono tornata in Italia dopo 5 anni di vita americana, ci sono rimasta 2 settimane, ho fatto solo un decimo di quello che volevo fare e adesso non mi rimane che riguardarmi le foto aspettando che arrivi l'occasione per il prossimo viaggio 💜 La felicità puó consistere anche in una semplice fetta di focaccia con soppressata e funghi mangiata in macchina e in buona compagnia. Puglia, mi manchi assai. Io e le palle di cannone del Castello Aragonese. Perché erano anni che volevo fare questa foto. Io ancora mi chiedo da quale pianeta arrivi. Perché tu sei troppo, troppo di tutto. Un giorno me lo dirai, con parole tue. Mi guarderai, e ci capiremo. Barchette blu che mi ritornano in sogno mentre sono a chilometri di distanza da quel mare antico.

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