Il blog della Cinzietta – The Boston Chronicles

Cervello in fuga da qualche parte nel New England

“Everything is geometry” E pensare che al liceo non mi piaceva

Quello che amo nel perdermi nella navigazione del mondo web è che non passa giorno senza il quale io non scopra siti e persone interessanti e degni di nota. Non ho sempre tempo per fermarmi ad analizzare con attenzione tutto quello che mi viene segnalato, purtroppo, ma segno tutto con la cura e la pazienza di un amanuense. Confesso che ho un file di Excel che sta raggiungendo dimensioni ragguardevoli, pieno zeppo di link di blog, profili Flickr, date di mostre ed esposizioni e chi più ne ha più ne metta. Ogni tanto me lo guardo, rimugino e mi dico “So many things to see, so little time”. Frase accompagnata da profondi sospiri.

Oggi un mio contatto su Twitter mi ha segnalato questo sito e ho quasi bruciato il pranzo in forno perché non volevo più staccarmici. Interessantissimo non solo per gli appassionati di arti visive in genere, ma soprattutto per quelli che, come me, amano quella tematica emozionante che è la lettura fotografica.

Il mio approccio alla fotografia, come a tutto quello che amo, è stato da sempre molto istintivo e spontaneo. Mi affidavo alla mia personale tautologia del “mi piace ciò che mi piace” e non ci pensavo molto su. Poi ho cominciato a studiarla, a voler capire perché una foto risulta ben fatta e ben composta, a voler comprendere perché un’immagine sembra equilibrata e un’altra meno, a voler capire cosa c’è dietro, a chiedermi se esistevano delle regole, dei principi. Ho cominciato a non volere più rimanere sulla superficie delle cose. Colori, linee, ombre: poter leggere il vocabolario della scrittura della luce. Questa infinita curiosità che mi accompagna e il desiderio di approfondire la materia mi ha portato finora ad una sensazione di disagio verso i miei vecchi scatti, e anche verso i nuovi, che talvolta mi paiono profondamente ingenui. Sono arrivata a quella fase classica nella quale vorresti buttare via tutte le foto che hai fatto perché non ne salvi nemmeno una. Mi è stato detto che è normale, e chi sono io per non crederci? Ma non divaghiamo…

Adam Marelli è fotografo e scultore e vive a New Work, attualmente scrive articoli per il New York Times Style Magazine e il Leica Camera Blog. Del suo sito web ho trovato particolarmente interessanti le rubriche Perspectives e Great Compositions, dove Marelli fa un’ottima lettura fotografica di maestri come Cartier-Bresson, spiegando in modo molto chiaro il suo uso sapiente di linee, diagonali e intersezioni per creare profondità di campo e donare intensità ad un’immagine.

Charlie Rose went to Paris to interview Cartier-Bresson and asked, “What makes a great composition?” Cartier-Bresson replied, “Geometry.”  Just like a Zen Master, whose answers are so simple a child could understand them, Cartier-Bresson reveals the fundamental secret behind his practice, Geometry.  In this article we will look at five ways in which Cartier-Bresson used geometry to distill life in the twentieth on to a 35mm negative.

Godetevi il resto dell’articolo cliccando qui sotto.

Henri Cartier-Bresson, 1992© Martine Franck/Magnum Photos

4 commenti su ““Everything is geometry” E pensare che al liceo non mi piaceva

  1. frühling design
    12 marzo 2012

    ste cose il lunedi mattina in ufficio con la scrivania che trabocca non me le devi mostrare!! e mo’ chi inizia a lavorare?? fantastica segnalazione

    • lacinzietta
      12 marzo 2012

      Non hai idee delle persone interessanti che sto conoscendo tramite il blog. Anzi, forse ne hai idea😉

  2. colorsontheroad
    10 marzo 2012

    Sembra interessantissimo, ho fatto un primo giro superficiale e sono catalizzata! Grazie per la segnalazione🙂

    • Cinzia
      11 marzo 2012

      Io amo segnalare siti interessanti🙂 Grazie a te per essere passata!

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Questa voce è stata pubblicata il 10 marzo 2012 da in Fotografia con tag , , , , .

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Il cioccolato non fa domande. Il cioccolato ti capisce. Il cioccolato è tuo amico. Quando ti trovi di fronte a dei delfini disegnati su un muro azzurro, fermati e scatta, anche se ti si stanno ghiacciando le mani dal freddo. #portland A Portland ci ero già stata qualche anno fa e mi era già piaciuta tanto. Stavolta ci siamo tornati in tre, e l'ho trovata ancora piú bella, chissà perché. Felicità è trovare bacon strips e disegnini a colazione. It's Snowvember, baby. Ricomincia la stagione dei tetti bianchi e delle foto fatte dal balcone, in pigiama e coi piedi ghiacciati. Non so bene quando riuscirò a riprendere quell'aereo, ma mia speranza è che non passi molto tempo. Io attendo sempre l'invenzione del teletrasporto. Barchette all'orizzonte. Sono tornata in Italia dopo 5 anni di vita americana, ci sono rimasta 2 settimane, ho fatto solo un decimo di quello che volevo fare e adesso non mi rimane che riguardarmi le foto aspettando che arrivi l'occasione per il prossimo viaggio 💜 La felicità puó consistere anche in una semplice fetta di focaccia con soppressata e funghi mangiata in macchina e in buona compagnia. Puglia, mi manchi assai. Io e le palle di cannone del Castello Aragonese. Perché erano anni che volevo fare questa foto. Io ancora mi chiedo da quale pianeta arrivi. Perché tu sei troppo, troppo di tutto. Un giorno me lo dirai, con parole tue. Mi guarderai, e ci capiremo. Barchette blu che mi ritornano in sogno mentre sono a chilometri di distanza da quel mare antico.

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