Mi succede qualche volta di fare dei sogni strani. Dei sogni che sembrano quasi dei quadri di Dalì. Surreali. Scene che non possono essere vere. In un certo senso pur essendo lì, all’interno del sogno, so per certo di stare sognando. Al risveglio, me li porto dentro per un bel po’, ci ripenso, ci rimugino.

Poi mi succede di imbattermi in una foto, per caso, durante una delle mie innumerevoli ricerche in rete, ed eccola lì, quell’immagine. Una scena che io ho già sognato. Magari non uguale in tutto e per tutto, ma stessi elementi, stessa atmosfera.

"Rope Ladder" Rafa Zubiria
“Rope Ladder” Rafa Zubiria

Ed eccola lì, quella scala di corda. Sospesa in aria, e non capisci cosa la stia sorreggendo, non sei sicura se dall’altra parte ci sia qualcosa ad aspettarti o solo il nulla. Un’atmosfera onirica, un sogno dai colori tenui, l’aria sospesa dei luoghi dove intuisci che sta per succedere qualcosa di importante. Una scala da salire, una strada da percorrere, e che appare più il letto di quello che doveva essere un fiume ma che adesso è un torrentello in secca.

Rafa Zubiria è un giovane illustratore e  fotografo spagnolo dallo stile surreale e immaginifico.  La sua serie “No Way Home” ricrea attraverso immagini digitali modificate in post-produzione ambienti urbani al limite del delirio onirico. Palazzi che galleggiano in aria, casette sospese nel vuoto, elementi quasi vittima di una sorta di naufragio, distaccati dal loro contesto urbano ma non per questo meno reali, figli di una realtà alternativa ma non per questo meno credibile.  Sono immagini che io trovo molto poetiche. Sono come palloncini abbandonati ad una sorte incerta.

Amo la fotografia anche per questo: il dono di un significato che è tale per te, ma allo stesso tempo anche per gli altri. Una scala appoggiata al nulla ma che forse, tuo malgrado, porta verso una direzione precisa.