Volevo iniziare questo post con un “Io amo gli animali. Ma proprio tutti tutti!” ma poi il mio intelletto si sarebbe sentito assalito dalla banalità della frase e avrebbe fatto le valigie. Mi limiterò a dire che amo cani e gatti ma semplicemente non posso tenerli in casa, i primi perché non ho abbastanza spazio e tempo da dedicargli e limitarmi a tenerli in una cuccia in terrazzo facendogli uscire una volta al giorno “tanto ti aspettano” mi sembra una soluzione risibile, i secondi per motivi allergici dei quali non mi urge mettervi al corrente.

Amo però anche roditori, lucertole, capibara e affini, e ho una passione decennale per le cavie. O porcellini d’India che dir si  voglia. Di questa passione ne parlo ogni tanto qui su Petpassion.TV, dando voce alla mia amatissima Kya, una caviotta dal carattere frizzantino anzichenò. Sarebbe la preferita dei miei quattro, ma non mi par fine eprimere preferenze, quindi facciamo finta che non abbia detto nulla.  Avere una cavia come animale da compagnia è per me da anni un valido strumento di conversazione. Questo perché in Italia sono poco conosciute, se non per film come “Il Dottor Dolittle” o “G-Force.

A proposito, vi ammazzo subito un mito ma le cavie NON ballano, NON cantano, NON fanno acrobazie alla Mission Impossible e NON camminano erette su due zampe. Sono bestioline diverse da tutte le altre, e si impara ad amarle piano piano. O anche subito, a prima vista, come è successo a me ai tempi dell’università. Se guardando la foto di un caviotto sentite una vocina nel cervelletto (ho esagerato con i diminutivi?) che vi sussurra “Checcarinooo lo voglio!” ci sono alcune cosette (ancora con i diminutivi!) che dovete sapere.

– Una cavia non vi aspetta dietro la porta di casa grattandola con le zampe, una cavia non vi fa le feste quando reintrate a casa dopo una giornata di lavoro. Nel 90% dei casi la troverete stravaccata sulla segatura, con la testa in mezzo al fieno, e vi degnerà di uno sguardo distratto che tradurrò con un “Ah, sei tornato. Fai più piano per favore che stavo dormendo”. Salvo poi accorgersi dopo dieci minuti che avete un sacchetto della spesa in mano e sfondarvi le orecchie di fischi. E ciò mi porta al punto due.

– Una cavia non abbaia, non miagola, non bramisce, non tuba, non bela. Una cavia “fischietta“. Suona ridicolo, lo so. E’ l’unico verbo che si avvicina lontanamente al loro modo di comunicare. Posso tradurvi i due suoni principali dei miei caviotti con un fuìììfuììì e un vrrr brrr. Il primo quando chiedono cibo, il secondo quando sono sereni e soddisfatti. E un’infinità di varianti che non sto qui a specificare perché altrimenti ci facciamo una puntata di Quark e non mi sento Piero Angela.

– Una cavia non fa le fusa. E’ inutile strapazzarla aspettando delle specifiche reazioni che non arriveranno, sono animali molto semplici, direi basilari. Se le accarezzate per dieci minuti e vi accorgete che cominciano ad emettere un suono simile ad un cinguettio sommesso, e nel frattempo socchiudono gli occhietti in preda ad una pacata beatitudine, avete raggiunto il vostro scopo.

 

We are friends (2)


2 thoughts on “

  1. Io ho la febbre e capisco ancor meno di quello che generalmente capisco.
    Ma.
    Sono felice. Di questa scelta. Di questo ritorno e. Riformulerò a breve qualcosa di più concreto.
    Corro immediatamente a mettere La Cinzietta sul mio blog.
    Non vedevo l’ora.

    ti voglio bene.

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