Il blog della Cinzietta – The Boston Chronicles

Cervello in fuga da qualche parte nel New England

Volevo iniziare questo post con un “Io amo gli animali. Ma proprio tutti tutti!” ma poi il mio intelletto si sarebbe sentito assalito dalla banalità della frase e avrebbe fatto le valigie. Mi limiterò a dire che amo cani e gatti ma semplicemente non posso tenerli in casa, i primi perché non ho abbastanza spazio e tempo da dedicargli e limitarmi a tenerli in una cuccia in terrazzo facendogli uscire una volta al giorno “tanto ti aspettano” mi sembra una soluzione risibile, i secondi per motivi allergici dei quali non mi urge mettervi al corrente.

Amo però anche roditori, lucertole, capibara e affini, e ho una passione decennale per le cavie. O porcellini d’India che dir si  voglia. Di questa passione ne parlo ogni tanto qui su Petpassion.TV, dando voce alla mia amatissima Kya, una caviotta dal carattere frizzantino anzichenò. Sarebbe la preferita dei miei quattro, ma non mi par fine eprimere preferenze, quindi facciamo finta che non abbia detto nulla.  Avere una cavia come animale da compagnia è per me da anni un valido strumento di conversazione. Questo perché in Italia sono poco conosciute, se non per film come “Il Dottor Dolittle” o “G-Force.

A proposito, vi ammazzo subito un mito ma le cavie NON ballano, NON cantano, NON fanno acrobazie alla Mission Impossible e NON camminano erette su due zampe. Sono bestioline diverse da tutte le altre, e si impara ad amarle piano piano. O anche subito, a prima vista, come è successo a me ai tempi dell’università. Se guardando la foto di un caviotto sentite una vocina nel cervelletto (ho esagerato con i diminutivi?) che vi sussurra “Checcarinooo lo voglio!” ci sono alcune cosette (ancora con i diminutivi!) che dovete sapere.

– Una cavia non vi aspetta dietro la porta di casa grattandola con le zampe, una cavia non vi fa le feste quando reintrate a casa dopo una giornata di lavoro. Nel 90% dei casi la troverete stravaccata sulla segatura, con la testa in mezzo al fieno, e vi degnerà di uno sguardo distratto che tradurrò con un “Ah, sei tornato. Fai più piano per favore che stavo dormendo”. Salvo poi accorgersi dopo dieci minuti che avete un sacchetto della spesa in mano e sfondarvi le orecchie di fischi. E ciò mi porta al punto due.

– Una cavia non abbaia, non miagola, non bramisce, non tuba, non bela. Una cavia “fischietta“. Suona ridicolo, lo so. E’ l’unico verbo che si avvicina lontanamente al loro modo di comunicare. Posso tradurvi i due suoni principali dei miei caviotti con un fuìììfuììì e un vrrr brrr. Il primo quando chiedono cibo, il secondo quando sono sereni e soddisfatti. E un’infinità di varianti che non sto qui a specificare perché altrimenti ci facciamo una puntata di Quark e non mi sento Piero Angela.

– Una cavia non fa le fusa. E’ inutile strapazzarla aspettando delle specifiche reazioni che non arriveranno, sono animali molto semplici, direi basilari. Se le accarezzate per dieci minuti e vi accorgete che cominciano ad emettere un suono simile ad un cinguettio sommesso, e nel frattempo socchiudono gli occhietti in preda ad una pacata beatitudine, avete raggiunto il vostro scopo.

 

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2 commenti su “

  1. maghettastreghetta
    20 aprile 2011

    Iaia vuole leggere tutti i giorni😦 sempre sempre
    ( e Iaia scrive se la mollano un attimo questa sera, santapizzetta )

    e 240820348234 baci, ecco.

  2. maghettastreghetta
    14 aprile 2011

    Io ho la febbre e capisco ancor meno di quello che generalmente capisco.
    Ma.
    Sono felice. Di questa scelta. Di questo ritorno e. Riformulerò a breve qualcosa di più concreto.
    Corro immediatamente a mettere La Cinzietta sul mio blog.
    Non vedevo l’ora.

    ti voglio bene.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 aprile 2011 da in Fotografia.

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Il cioccolato non fa domande. Il cioccolato ti capisce. Il cioccolato è tuo amico. Quando ti trovi di fronte a dei delfini disegnati su un muro azzurro, fermati e scatta, anche se ti si stanno ghiacciando le mani dal freddo. #portland A Portland ci ero già stata qualche anno fa e mi era già piaciuta tanto. Stavolta ci siamo tornati in tre, e l'ho trovata ancora piú bella, chissà perché. Felicità è trovare bacon strips e disegnini a colazione. It's Snowvember, baby. Ricomincia la stagione dei tetti bianchi e delle foto fatte dal balcone, in pigiama e coi piedi ghiacciati. Non so bene quando riuscirò a riprendere quell'aereo, ma mia speranza è che non passi molto tempo. Io attendo sempre l'invenzione del teletrasporto. Barchette all'orizzonte. Sono tornata in Italia dopo 5 anni di vita americana, ci sono rimasta 2 settimane, ho fatto solo un decimo di quello che volevo fare e adesso non mi rimane che riguardarmi le foto aspettando che arrivi l'occasione per il prossimo viaggio 💜 La felicità puó consistere anche in una semplice fetta di focaccia con soppressata e funghi mangiata in macchina e in buona compagnia. Puglia, mi manchi assai. Io e le palle di cannone del Castello Aragonese. Perché erano anni che volevo fare questa foto. Io ancora mi chiedo da quale pianeta arrivi. Perché tu sei troppo, troppo di tutto. Un giorno me lo dirai, con parole tue. Mi guarderai, e ci capiremo. Barchette blu che mi ritornano in sogno mentre sono a chilometri di distanza da quel mare antico.

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